TARVISIO: IL MONDO DEL LAVORO E LA VERGOGNOSA VICENDA DELLA WEISSENFELS TECH-CHAINS


Si usa dire che non esiste peggior sordo di chi non vuole alscoltare. Nel caso della Weissenfels Tech-Chains i "sordi" non mancano di certo. Peccato che tale situazione abbia fatto perdere, all'azienda e ai lavoratori, mesi preziosi.
L'imbarazzante silenzio stampa del Comune di Tarvisio e delle organizzazioni sindacali dell'Alto Friuli ha creato uno stallo informativo che di fatto ha logorato l'animo dei dipendenti sino alle conclusioni che in queste giornate sono riportate dalla Stampa locale.
Penosa, poi, è la triste realtà che vede una Regione incapace di ottenere un incontro con la proprietà di uno stabilimento che appartiene, di diritto, alla storia del Tarvisiano.


Il classico muro di gomma. Le domande che rimbalzano prive di riscontro. I lavoratori allo sbando. E poi lo Stato assente, o perlomeno irrilevante, se non addirittura latitante.
Storia d'Italia, che mostra il suo volto peggiore nella quotidianità reale del mondo del lavoro, ormai territorio disperato quasi completamente nelle mani di spudorati speculatori pronti a tutto. 
Gentaglia impunita che spadroneggia come meglio crede, distruggendo l'esistenza di coloro che null'altro chiedono se non di poter vivere onestamente della propria occupazione.
Purtroppo, quando il datore di lavoro è un delinquente, c'è poco da fare.
L'interessante articolo del giornalista Furio Colombo, sul silenzioso furto del lavoro, apparso recentemente nelle pagine de il Fatto Quotidiano, illustra perfettamente la situazione.
Per certi versi, quanto sta accadendo da mesi alla Weissenfels Tech-Chains, assomiglia allo scenario descritto da Colombo.
Vi sono delle differenze, ma il risultato cambia ben poco.