BUJA: LA DM ELEKTRON "SCAPPA" IN ROMANIA


Nel mentre il Governo italiano strizza ufficialmente l'occhio alla Cina, siglando importanti collaborazioni economiche, la Dm Elektron di Buja sposta la produzione in Romania, lasciando i propri dipendenti, le organizzazioni sindacali e la politica, a guardare.
Non è bastato l'allarme dei lavoratori, messo in atto mesi fa, a fermare la volontà dirigenziale di portare il lavoro altrove. 
Anche la politica di alto livello, purtroppo, rimane con le pive nel sacco, come si suol dire, e non è un bel vedere.
Di fronte a certe manifestazioni imprenditoriali, nel libero mercato che lo consente - e lo incoraggia - a piene mani, qualsivoglia ragionevole opposizione non ha via di scampo.
Perdere il lavoro, oggi - soprattutto quando l'età si fa sentire -, equivale all'abbandono sociale. In parole povere neppure la speranza si degna d'incoraggiarti, lasciandoti in mezzo ad una strada, coi tuoi pensieri e un malessere privo di pace.
Nel caso in questione trattasi di ben 60 famiglie. 
In queste ore la protesta dei lavoratori è arrivata a Trieste alla sede del Consiglio regionale. 
Una delegazione ha incontrato gli assessori regionali alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e alle Finanze, Barbara Zilli. "Abbiamo chiesto un incontro - afferma Andrea Mariuzzi, della Rsu Fiom Cgil - a cui speravamo ci fosse la proprietà, ma ha negato la sua presenza". "La situazione in azienda è critica - osserva - dopo che la proprietà ha dichiarato di voler dismettere la parte produttiva. Noi riteniamo che sia in atto una dismissione totale". 
A dicembre, ricordano i dipendenti, "macchinari sono stati trasferiti in Romania". Subito dopo, osserva Fabiano Venuti della Fim Cisl Fvg "il lavoro a Buja è calato. In Romania invece ci sarà un'iniziativa di reclutamento di personale".
Vedremo nei giorni a venire cosa accadrà. Per il momento restiamo senza parole al cospetto della situazione vergognosa venutasi a creare.