CIVIDALE, IL DIAVOLO E L'ACQUASANTA


Il diavolo, oltre a fare le pentole senza i coperchi, è anche specializzato nella costruzione di ponti. È talmente bravo che, in una notte, mette in piedi un'opera architettonica tanto bella quanto pronta all'uso: alla faccia dell'umano ingegno e delle anime sprovvedute.
L'idea non è malvagia, tanto per restare in tema: una statua del diavolo per valorizzare la leggenda del Ponte del Diavolo che sorge a Cividale del Friuli. L'afflusso turistico in costante ascesa ha probabilmente condotto la giunta comunale, guidata dal sindaco Stefano Balloch, a prendere in seria considerazione il suggerimento di Claudio Zanuttigh, un residente che abita in un palazzo affacciato proprio sullo storico ponte.
L'ipotesi è quella di una statua bronzea, collocata in prossimità della scalinata che permette di raggiungere il Natisone. Il sindaco ha annunciato che è già alla ricerca di fondi, sia nel pubblico sia nel privato.
Appena uscita la notizia ecco il consigliere di minoranza Claudia Chiabai bocciare sul nascere l'iniziativa comunale con una proposta alternativa: una statua per mons. Valentino Liva, uomo umile, coltissimo, di ferrea volontà e grande volontà, che tanto fece per la popolazione di Cividale durante i tragici giorni della disfatta di Caporetto.
Due statue da realizzare, tra il sacro e il profano: una dedicata al signore delle tenebre e una ad un sant'uomo votato al richiamo spirituale.
Cividale, il diavolo e l'acquasanta. L'eterna lotta tra il Bene e il Male in versione molto ridotta, ma pur sempre nel segno di una contrapposta rivalità sorta nella notte dei tempi e ancora attuale, malgrado ogni sorta di disarmante modernità.

M.N.