TIZIANO TERZANI E LA POLITICA IGNORANTE


La vita di un uomo, il libero arbitrio e il destino che sempre ci mette lo zampino, conducendo l'esistenza per un cammino non sempre comprensibile, oppure consapevole soltanto nel tragitto finale, quando il percorso generale acquista maggiore visibilità.
Sto rileggendo, per l'ennesimo piacere letterario, l'ultimo libro di Tiziano Terzani, regalatomi anni or sono fa da una carissima amica.
L'opera letteraria è stata dettata al figlio Fosco, come una sorta di colloquio, nell'ultimo periodo di vita del grande giornalista e scrittore. In essa è il testamento - anche spirituale - di un grande uomo, che va oltre il lavoro quotidiano di colui che riporta le notizie ai lettori, per scavare nel profondo di un individuo e del suo pensiero.
Per comprendere Tiziano Terzani, oltre a prendere atto delle sue opere, bisogna leggere è opportuno leggere La fine è il mio inizio, diventato anche un film del regista Jo Baier, con Bruno Ganz, recentemente scomparso, e Elio Germano.
Quanto piccola diventa la politica quando scade nella grezza superficialità, ponendosi al di sopra dei cittadini per promuovere la propria ideologia di partito.
Non è quindi una questione legata al finanziamento ridotto, oppure al luogo in cui si svolge il festival vicino/lontano: è probabilmente una situazione legata all'ignoranza politica di un'amministrazione pubblica piuttosto che un'altra: del non sapere che la Cultura è una manifestazione universale e svincolata da eventuali paletti posti in essere da scelte che fanno capo a tessere di partito o poltrone varie.