PRIMO MAGGIO, MA NON PER TUTTI


Sempre meno lavoratori possono trascorrere in serenità il Primo Maggio.
Un tempo la festa era veramente una giornata di svago, ma anche un momento di pausa per riflettere sul mondo del lavoro e le sue carenze.
Oggi, "grazie" al progresso, alla fretta sconclusionata che alberga nel sociale e ad accordi balordi, non c'è più il tempo per fermarsi un attimo e, di conseguenza, la necessità della massa costringe troppi appartenenti ad essa al sacrificio: senza virgolette, poiché un conto è la voglia di lavorare e un altro l'imposizione - anche dettata da contratti ridicoli per un Paese civile - nei giorni ufficiali di festa. 
Non si fanno nomi e cognomi, poiché basterebbe entrare, nella giornata odierna, in un qualsiasi centro commerciale.
La festa del Primo Maggio non può diventare uno spezzatino composto dal diritto d'ogni lavoratore interessato, altrimenti si perde il senso dell'occupazione, oltre che della disoccupazione.